Tecniche psicologiche sulle alternative alla violenza di genere – formazione gratuita

Tecniche psicologiche sulle alternative alla
violenza di genere

Formazione gratuita

Venerdì 25 maggio 2018 ore 18.00

CTM, Centro Trattamento Maltrattanti

Via San Martino 13 FORLI’

Interventi di:

 

Silvia Succi

   Psicologa e psicoterapeuta del Centro Donna di Forlì
“Tipologie della violenza e dinamiche psicologiche”

Daniele Vasari

Psicologo e psicoterapeuta responsabile clinico del CTM
“Linguaggi e gesti della violenza”

Giancarla Tisselli

Psicoterapeuta dell’Associazione Psicologia Urbana E Creativa di Ravenna coordinatrice del Master AION Bologna  “Alternative alla violenza”

  “Riconoscere il maltrattamento
e rafforzare l’identità e i talenti della donna”

 

 

 

Partecipare ad incontro di formazione gratuita è utile e funzionale a tutti i professionisti del settore che vogliono apprendere il metodo messo a punto dalla Psicoterapeuta e Psicologa Giancarla Tisselli impostato sulle “Alternative alla violenza”.

Tutta la storia della formazione in Italia, che ormai ha quasi 40 anni, è stata attraversata da una ambiguità di fondo. Gli psicologi e gli psicosociologi, fra i pionieri di questa pratica, hanno usato questo termine per indicare quell’insieme di attività, molto spesso facendo riferimento a quelle classiche di un’aula di studio o dell’Università, finalizzate a produrre cambiamenti-apprendimenti nella sfera personale o del comportamento relazionale e organizzativo. Per costoro la formazione “vera” era solo questa, mentre quella relativa ad altri contenuti era solo informazione o addestramento o istruzione.

Tutti gli altri professionisti della formazione hanno usato il termine in senso esteso, per indicare ogni attività di insegnamento-apprendimento per qualsivoglia contenuto. A partire da questa definizione generale, tutti gli operatori della formazione, psicologi e non, hanno svolto azioni formative relative a tutti i contenuti, comprese le competenze psicologiche.

Questo equivoco è stato alimentato sia dalla debolezza degli psicologi sia dalla leadership, nel territorio formativo, di professioni afferenti ad altre discipline, come l’ingegneria, l’economia, il diritto. L’approvazione della Legge sull’ordine degli Psicologi ha rafforzato la professionalità psicologica, ma soprattutto nella sfera psicoterapeutica, trascurando vistosamente la sfera della formazione.

È evidente che una formazione psicologica affidata a non psicologi, come anche a psicologi senza un’adeguata formazione, offre minori garanzie di qualità all’ente. Basta un esempio tra tanti. La professione del formatore non è codificata, per cui non dispone di un codice deontologico. Ove essa è fornita da uno psicologo, l’utente è tutelato almeno dal vincolo della segretezza professionale. Laddove invece essa viene fornita da un non psicologo, questa tutela non esiste, e in effetti non sono rari i casi nei quali il formatore riferisce informazioni emerse dall’aula, anche molto personali, al committente o al superiore gerarchico. Così come non sono rari i casi di attività formative usate per operare selezioni o per governare carriere.

Nel 1993, anche per ovviare a questo equivoco, è stata fondata la Società Italiana di Formazione Psicologica -SIFORP, affiliata alla Società Italiana di Psicologia – SIPS. Ai fondatori della SIFORP è sembrato maturato il tempo per sancire che:

  1. la formazione è una professione autonoma;
  2. la formazione psicologica è una parte specializzata della formazione;
  3. la formazione psicologica deve essere di competenza di professionisti specificamente preparati, siano essi psicologi o non psicologi.

Circa il terzo punto l’ispirazione deriva dalla regolamentazione della psicoterapia. Questa pratica è riconosciuta per legge a quegli psicologi o quei medici che abbiano una specifica formazione. Il motivo di questo doppio ingresso deriva dalla realtà storica che ha sempre visto operare in campo psicoterapeutico sia medici sia psicologi. Analogamente è sempre più crescente la necessità di regolamentare la formazione psicologica, riconoscendone la competenza agli psicologi e ai non psicologi, che però abbiano maturato una specifica preparazione.

Il discorso sarebbe incompleto se non arrivassimo a definire i confini precisi della formazione psicologica. Che possono essere così delineati.

  1. l’informazione relativa alle teorie, alla storia, ai metodi sviluppati dalla Psicologia scientifica e professionale;
  2. l’addestramento a tecniche che invadono o toccano le aree della psicologia dell’utente;
  3. lo sviluppo delle capacità a prevalenza psicologica degli utenti non psicologi e psicologi.

L’informazione psicologica oggi copre un arco amplissimo ed è assai diffusa nella formazione di base, professionale e continua. Si può dire che non esista corso nel quale un docente, quasi sempre privo della pur minima formazione psicologica, non si esibisca in narrazioni più o meno fantasiose sull’inconscio, la comunicazione, il gruppo, gli autori e i metodi più noti della psicologia. A partire dalla Scuola elementare dove gli insegnanti si librano nella interpretazione dei disegni infantili; fino alla Scuola Superiore che registra docenti impegnati in teorie sull’equilibrio psicologico, la sessualità, le relazioni fra adolescenti. Non esiste Corso per quadri o dirigenti dove non si prevedono descrizioni delle teorie freudiane o bioniane, di Watzlawick o di Moreno, di Lewin o di Berne. Insomma la psicologia è trasmessa ovunque con risultati spesso sconfortanti, a cavallo fra il magico e il voyeuristico.

L’addestramento all’uso di tecniche che mettono in gioco il mondo interno dell’ente è piuttosto diffuso nella formazione continua. Dall’intervista al colloquio, dalla psicodramma ai “giochi psicologici”, dalle tecniche di osservazione a quelle di leadership: è un continuo passare dentro e fuori dal mondo psichico dell’ente (e del formatore).

La formazione continua o on the job è almeno al 50% centrata sulla formazione di competenze dichiaratamente o implicitamente psicologiche: comunicazione, relazioni interpersonali, dinamiche di gruppo, creatività, cooperazione e competizione, negoziazione, dinamiche organizzative o di comunità.

Mentre il terreno dell’informazione e delle tecniche è abbastanza semplice da definire, come ambito della formazione psicologica, l’area delle capacità psicologiche è ancora piuttosto confusa. Ciò che la formazione psicologica deve approfondire sono i confini e il territorio del concetto di “capacità psicologica”, allo scopo di pervenire a una organizzazione e una tutela degli operatori e degli utenti di questo settore.

Questo concetto è tanto centrale, nella formazione psicologica, quanto ancora oscuro o impreciso. Si verifica intorno alle “capacità psicologiche” qualcosa di simile a quanto si è verificato in fisica per gli atomi, in chimica per le molecole, in biologia per le cellule. Per i secoli si è parlato e si è lavorato intorno a oggetti che solo verso la metà dell’Ottocento hanno trovato una definizione e descrizione precise. Gli atomi e le cellule sono entità complesse, a loro volta composte da elementi più piccoli, che fungono da mattoni aspecifici della natura. Ogni oggetto naturale è tuttavia costruito da particolari insiemi di atomi e cellule, detti molecole, che assumono il ruolo di mattoni specifici. Atomi di idrogeno e ossigeno composti a caso non danno origine a nulla: ma una molecola fatta di due atomi di idrogeno e uno di ossigeno, legati in modo particolare fra di loro, costituisce la unità base dell’acqua.

Il tema della capacità sembra un territorio a dimensione infinita, di fronte al quale si tratta di trovare il livello di osservazione e definizione, insieme più funzionale e significativo per l’obiettivo della formazione psicologica. L’ignoranza dei dinamismi della fisica delle particelle non ha impedito la costruzione delle piramidi, come l’insipienza circa la genetica non ha rallentato la procreazione. Le scienze dure hanno dimostrato che si può lavorare benissimo con oggetti “composti”, a una condizione: la visibilità del controllo dei risultati. Probabilmente questo è l’elemento sul quale la formazione psicologica dovrà ricercare di più. Se le skills sono capacità di fare un compito, la loro identificazione e osservazione va dunque legata a esso.

Durante la formazione gratuita di questo incontro pubblico il compito di professioniste e professionisti della psicologia e della psicoterapia quali la Dottoressa Sivlia Succi, il Dottor  Daniele Vasari e la Dottoressa Giancarla Tisselli è quello di svelare alcune tecniche psicologiche sulle alternative alla violenza di genere.

Partecipare per credere.

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